martedì 9 luglio 2013

Ramadan karim

Oggi ha avuto inizio il mese di Ramadàn e credo che ciò rappresenti  una buona occasione per approfondire l'argomento.

Bimbi yemeniti vestiti a festa
Spesso si è convinti, erroneamente, che Ramadàn significhi "digiuno". In realtà, invece, si tratta del nome di un mese (come gennaio, febbraio, marzo, ecc.), per la precisione del nono mese del calendario islamico, durante il quale viene praticato il sawm (digiuno). La data di inizio del mese di Ramadàn varia di anno in anno: ciò avviene perché l'anno lunare (quello sul quale si basa, appunto, il calendario islamico) è più breve di quello solare. Tradizionalmente, il momento di inizio varia di località in località, poiché viene stabilito osservando la luna. Oggi, grazie ai mezzi di comunicazione di massa, è più semplice comunicare l'inizio ufficiale alla popolazione dei vari stati; un tempo, invece, questo momento poteva variare anche di villaggio in villaggio, poiché era necessario che almeno un testimone individuasse in cielo la presenza della falce di luna crescente.

sabato 15 giugno 2013

Trados Studio 2011: Creare un nuovo progetto e una nuova TM

Dopo una lunga assenza, ritorno a scrivere. Questo post si rivolge nello specifico ai traduttori. Mi scuso quindi con gli altri lettori poiché probabilmente troveranno questo tutorial, dedicato agli addetti ai lavori, poco interessante.

Spesso, nei vari gruppi di facebook e mailing list dedicati alla traduzione, leggo di richieste di aiuto inerenti l'utilizzo di Trados, uno dei CAT tool (programmi di traduzione assistita) più utilizzati.

venerdì 1 marzo 2013

Le fonti dell'elaborazione dottrinale sunnita e le "scuole giurdiche"

Prima di iniziare a leggere questo post, si consiglia la lettura di questo e questo.

Mi occuperò prossimamente di spiegare le differenze tra sunniti e sciiti. Per il momento, basti sapere che per sunniti intendiamo ahl al-sunna wa-l-'ijma cioè "coloro che si attengono alla tradizione e al principio del consenso" e che questi costituiscono circa il 90% dei musulmani del mondo.

L'elaborazione della dottrina islamica è avvenuta a partire da 4 "fonti" principali, riportate in ordine di priorità: 

lunedì 11 febbraio 2013

Paura dell'ignoto: l'Islam, parte II


Per la leggere la prima parte, cliccare qui.

Penisola arabica, Mecca e Medina (Yathrib)
Nel 622 la situazione a Mecca divenne insostenibile per i musulmani, soprattutto per coloro che non godevano di alcuna protezione. Pertanto, Mohammad e i suoi seguaci decisero, in gran segreto, di emigrare a Yàthrib, la futura Medina (al-madìna significa "la città"). Gli abitanti della città, i cosiddetti ansàr “ausiliari”, accettarono Mohammad quale capo della loro comunità e la maggioranza di loro abbracciò la nuova fede, a patto che il Profeta si impegnasse ad agire da giudice imparziale per dirimere le controversie sorte tra i membri delle diverse tribù. A Medina nacque e si consolidò la vera e propria umma (comunità) islamica. Ho citato questo evento anche perché il 622, anno dell’hijra “emigrazione”, per i musulmani corrisponde all’anno 0. Ora siamo nell’anno 1434 hijri (dell’egira). 

mercoledì 6 febbraio 2013

Paura dell'ignoto: l'Islam, parte I


I paesi islamici sembrano essere un quotato argomento di attualità. Ma che cos’è l’Islam? Parlando con alcune persone di mia conoscenza mi sono resa conto di quanto regni la confusione più totale sull’argomento. La confusione genera diffidenza e la diffidenza, a sua volta, genera paura. Certo, si tratta pur sempre di una religione monoteista, con tutte le sue contraddizioni storiche, etiche e ideologiche. Forse però, andando oltre il dilagante qualunquismo, provando ad approfondire un argomento che fondamentalmente non conosciamo affatto, potremmo scoprire dei punti in comune con il nostro modo di pensare e, qualche volta, una sorprendente modernità.

giovedì 31 gennaio 2013

Palestina di Joe Sacco, giornalista a fumetti


Ho scoperto il lavoro di Joe Sacco per caso. Mi trovavo in libreria a curiosare nella sezione dedicata ai fumetti e mi è caduto l’occhio su questo volume, Palestina, situato tra i Peanuts e lo speciale di Dylan Dog. Da sempre associamo il fumetto a una fase determinata e limitata della nostra esistenza, quella composta dall’infanzia e dall’adolescenza. Pensiamo che sia una forma di linguaggio poco seria, infantile. Ebbene, forse dovremmo (io per prima) cambiare punto di vista. I fumetti infatti, sono dotati di un grande potenziale comunicativo e possono essere sfruttati in maniera proficua per divulgare anche contenuti impegnati e in maniera più immediata rispetto a quanto accada con un articolo di giornale o con un saggio.

domenica 27 gennaio 2013

Zabàn-e farsì (La lingua persiana): introduzione

Ripropongo qui un mio breve articolo sulla lingua persiana, pubblicato a febbraio scorso sul blog di un'agenzia di traduzione. In molti ignorano l'esistenza di questa lingua o non hanno idea di dove si parli. Eppure si tratta della lingua ufficiale dell'Iran: un paese in crescita, con una popolazione giovane, il cui tasso di alfabetizzazione dell'86% sale al 97% considerando soltanto le giovani generazioni (ragazzi fino ai 24 anni), nonché uno dei Next Eleven.

Nel corso della mia carriera universitaria ho suscitato numerose reazioni di meraviglia, rispondendo alla domanda di amici e conoscenti “ma tu cosa studi?”. A causare lo stupore non è mai stata la mia prima lingua, l’arabo (il cui studio è ormai piuttosto diffuso e di moda in Italia), bensì la seconda, il persiano.

sabato 26 gennaio 2013

Presentazione


Chi sono
Mi chiamo Piera, ho 26 anni, sono nata e vivo in Italia.
Ho frequentato l’Università degli Studi di Napoli “l’Orientale” dove, nel 2011, ho concluso il corso di laurea magistrale in Lingue e Civiltà Orientali. Ogni volta che qualcuno mi chiede le ragioni della scelta di un percorso così particolare, vorrei avere una belle storia da raccontare. Mi piacerebbe poter affermare di aver avuto fin da piccola una grande predisposizione e passione per le lingue. In realtà, tutto è accaduto per caso. Sono stata molto fortunata a trovare, subito dopo aver concluso le superiori, qualcosa che mi piacesse davvero.
Ho esplorato le università e vagliato le opportunità che la mia città aveva da offrire, finché non mi è capitato di assistere a una lezione di islamistica, una vera rivelazione. Sono rimasta folgorata: la voce pacata e tranquilla del professore mi ha conquistata, si è aperto un nuovo mondo per me. Ecco come ho deciso di studiare arabo e persiano.